Associazione Misiliscemi

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Referendum per la Costituzione del Nuovo Comune: Ti invitiamo a firmare perchè...

Con il progetto redatto per la creazione del nuovo  Comune, si creerà un nuovo Ente Locale capace di soddisfare in modo più  incisivo e concreto le esigenze di un territorio in cui, ad oggi, risiedono oltre 9200 persone. Pertanto, a chi tenta di inficiare questo progetto sostenendo che alcune zone incluse nel territorio del nuovo Comune non possono ritenersi appartenenti ad una stessa etnia,o che si va verso le aggregazioni e non verso le separazioni, si può rispondere che tale tesi è anacronistica e fuori luogo in quanto, come detto, il progetto in questione ha l’obiettivo di erigere un nuovo Ente Locale piuttosto che una fonte di divisione di poltrone.

Il progetto in questione è, quindi, un progetto politico-amministrativo che và al di là della logica di appartenenza territoriale e vuole dare alla popolazione residente la possibilità:

a) di autodeterminarsi;

b) di  riqualificare il territorio in cui vive mediante interventi che razionalizzino il suo sviluppo ed il suo mantenimento, adottando Piani Regolatori, piani di edilizia popolare ect...  a misura delle sue esigenze e senza che vengano calate dall’alto;

c) di  dotarsi di  Piani di Sviluppo Turistico-Rurale in grado di programmare gli interventi per migliorare la qualità della vita della comunità, uscendo da anni di abbandono, di assenza  di programmazione e di emarginazione;

d) di  operare scelte di politica economica, finanziaria e sociale a misura della sua realtà senza, invece come avviene oggi, doverle subire per volontà di rappresentanti istituzionali che sono fisicamente e culturalmente lontani anni luce.

Il nuovo Ente Locale, inoltre, per la sua limitata  estensione e per la sua compattezza, sarà certamente più vicino e attento alle esigenze della popolazione residente ed abitante, fornendo gli indispensabili servizi quali:

creazione e manutenzione di infrastrutture, la creazione di sportelli per il pubblico, iniziative a sfondo sociale, l’assistenza alle imprese e agli artigiani.  Per la popolazione di questo nuovo Comune, aver garantito la gestione dell’ordinario è già di per sè un’autentica rivoluzione, abituati come siamo, a vivere nel più completo abbandono ed emarginazione.

Bilancio

Per creare il nuovo Ente, così come avviene per creare una qualunque attività commerciale o per creare una nuova famiglia, è stato effettuato uno studio di fattibilità, il più approfondito possibile, sul suo eventuale bilancio gestionale al fine di verificarne la solidità economica.

Evidentemente ci si riferisce alla gestione ordinaria del Comune, dipendendo quella straordinaria, per la realizzazione ad esempio di nuove infrastrutture (marciapiedi, scuole, centri sociali, palestre, rete fognaria), dalla capacità e dalle possibilità che avranno i suoi futuri amministratori di reperire finanziamenti comunitari, statali o regionali e di accedere a mutui. La capacità e  la possibilità che avrà la nuova aggregazione amministrativa sarà uguale e con le stesse difficoltà che affrontano ogni giorno tutti gli altri Comuni, Trapani compreso. Tornando alla gestione ordinaria, questa è fatta di entrate correnti e di altrettante uscite correnti.

Tra le prime, grazie al ricco patrimonio immobiliare che caratterizza il territorio interessato, troviamo l’I.C.I. (imposta comunale immobili) il cui gettito fiscale è stato stimato per difetto in circa 2.850.000 euro; altra risorsa a cui, peraltro, nessun Comune può permettersi di rinunciare, è il trasferimento dalla Stato che per comunità con almeno 5.000 abitanti  (ne contiamo oltre 9200)  è nell’ordine dei 3.000.000 euro circa.

Si possono considerare, altresì, altre entrate derivanti da  concessioni, autorizzazioni ed a tutti gli introiti che deriveranno dalla nuova legislazione in merito al federalismo fiscale (municipale) che per quanto presenti vengono in questa sede trascurati.

Per quanto riguarda le spese correnti, la principale è quella relativa al personale. Considerato che il nuovo Comune dovrà costituire dalle fondamenta la macchina  burocratica-amministrativa  e che quindi non è costretto a trascinarsi dietro un corpo impiegatizio dilatato da politiche di assunzioni non legate alle effettive esigenze, avrà il vantaggio di avere un personale calibrato alle effettive necessità e che è stato stimato in circa 30 unità per una spesa presumibile di circa 1.200.000 euro.

Altre spese correnti sono quelle legate alla manutenzione delle infrastrutture stradali ed edili, la manutenzione dell’illuminazione pubblica, le spese di ordinaria gestione del Comune, il pagamento di mutui accesi per finanziare nuove strutture o pagare debiti già contratti. Tutte queste ultime spese sono state stimate in circa 1.800.000 – 2.300.000 euro. E’ evidente, quindi, che senza aver fatto “finanza creativa”, la gestione dell’ordinario può essere agevolmente operata dal nuovo Comune.

Tasse

Viene sostenuto dai detrattori del progetto che la  creazione del Comune determina,  sic et simpliciter, l’aumento delle tasse a carico dei suoi contribuenti. Ebbene, atteso che le tasse a cui si fà riferimento sono quelle relative ai rifiuti, all’acqua e all’I.C.I., è opportuno sapere, qualora non lo si sappia già, che, anche se non ancora in attuazione per il comune di Trapani, ormai la gestione delle acque e dei rifiuti è a carico di appositi organismi chiamati A.T.O. ( Ambito Territoriale Ottimale), che sono di competenza sovracomunale e che determinano le imposte che il singolo cittadino deve pagare.

Pertanto a carico del Comune non c’è più la gestione dei servizi dedicati alla raccolta dei rifiuti o alla distribuzione dell’acqua, così come non c’è più l’introito derivante da tali servizi. Il Comune, qualsiasi esso sia sia, svolge la sola funzione di tramite tra il cittadino ed i suddetti A.T.O.; l’appartenenza, quindi, ad un Comune con 9.000 abitanti piuttosto che di 80.000 non determina per il cittadino alcun vantaggio o svantaggio nella individuazione delle somme da pagare. La tassa che invece è dedicata ai Comuni è l’I.C.I. (imposta comunale immobili).

Atteso che, per la ricchezza del patrimonio immobiliare di cui si è già detto e per la presenza di numerose seconde case, il gettito fiscale è consistente e di certo tale da garantire da solo il pagamento del personale, non si capisce per quale insano motivo le aliquote attualmente applicate debbano essere aumentate senza rischiare l’insurrezione popolare. Si vorrebbe dire a chi sostiene tale tesi, che la popolazione del territorio, ha dovuto subire sulla propria pelle l’aumento del 30% della tassa rifiuti per coprire il deficit del Comune di Trapani senza averne alcun ritorno in termini di servizi erogati, per non parlare dei soldi versati (oneri di urbanizzazione) da trenta anni a questa parte al Comune per la realizzazione della rete fognaria che ogni buon cittadino ancora sogna di veder realizzare. Ci si augura che il Comune abbia accantonato tali somme che dovrebbero, oggi, essere sufficienti per realizzare l’opera.

Territorio

La legge regionale 30/2000 non dà alcuna indicazione su quali criteri debbano seguirsi per individuare il territorio dell’erigendo Comune. E’ evidente che chi ha tale impegnativo compito, deve seguire un qualche filo logico che renda il progetto redatto attuabile e non campato in aria. Il filo logico seguito, parte da un primo importante presupposto che è quello di avere l’ abitato delle nostre otto contrade in posizione il più possibile centrale a costituire l’ombelico del nuovo Comune, garantendo a tutti i residenti esterni un uguale distanza dal cuore dell’istituzione locale. In questo modo si è determinato un territorio che ha l’abitato in posizione pressappoco baricentrica, ha una estensione di 72 kmq, pari a circa il 25% di quello di Trapani, con una popolazione residente al 2005 di circa  9.200 unità pari all’11% degli abitanti del comune e, quindi, superiore al prescritto minino di 5.000 abitanti.

 

 


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